venerdì 20 aprile 2018

le cose vanno viste dalla giusta prospettiva ... ad una certa distanza sono belle, ad un'altra le stesse diventano brutte ... a voi l'importante scelta metrica ..

e la stessa cosa vale anche per i rapporti interpersonali, dove entra in gioco anche il tempo che si passa vicino o lontano ad un'altra persona ....
si ricordi che per chi percorrere un determinato percorso a piedi invece che con l'auto il suo tempo scorre in maniera più lenta e le giornate se non la vita si allungano ...

osservare quando si cammina a piedi le auto che sfrecciano ti apporta a notare come dalla tua prospettiva il lento cammino fa aumentare gli spazi dimensionali e temporali intorno a se stessi e come chi è nelle auto sia in un vortice proiettato all'arrivare quanto prima alla destinazione riducendo così le estensioni dimensionali del presente, del reale ...

in auto si crea come un effetto risucchio ... il tempo viene letteralmente risucchiato come anche gli spazi circostanti ... avviene una classica deformazione e distorsione del reale

sabato 14 aprile 2018

raccogliamo pezzi d'identità qua e là come quando per strada un malcapitato ne perse sbadatamente un pezzo ed io, raccoltolo da terra, glielo riportati in gran fretta: signor bello, scusi, ha perso questo suo presente, penso gli appartenga, anzi gli deve essere molto caro, stia più attento ... e lui, in risposta: grazie, mi ha cambiato la giornata, se non la vita, mi chiamo Mattia Pascal, e vado in giro un giorno sì alla ricerca della mia identità, raccogliendone a sprazzi, ed un giorno no a rismontarla e disseminarla ai due poli ... sapete che mai nessuno me ne aveva riportato un pezzo!?! Tenga, ve lo regalo, da oggi è vostro, da oggi anche voi avete un pezzettino di Mattia Pascal lì con voi e spero caramente che presto anche voi, stimabilissimo voi, facciate lo stesso, con chi vi pare, con chi ve ne è grato, o con chi meno se lo aspetta ...

ps. con ciò ringraziate chi vi dona un pezzettino di propria identità!

lunedì 9 aprile 2018

avanti ed indietro per il corso, come criceti impazziti, una, due, tre volte da percorrere, andata e ritorno, si accettano di buon grado vie di fuga, ci si vorrebbe nutrire di crescita sociale ed invece ci si nutre di passi, di calpestii, di movimenti blandi e ritmati, statuari e controllati, poi una sosta qua, una sosta là, giusto per far finta di interessarsi a quel momento o codesto sentimento, si pensa invece ad una giornata persa, ad una giornata di attesa, ad una giornata in più ma infine di una giornata di cui scriverne, il lunedì per me è la giornata del dopo escursione, il preludio ad altri 5 giorni di imbalsamazione per viverne con tutta l'enfasi il settimo, 1 su 7, una buona media, in mezzo ci sono le noie, i silenzi, le presenze o le impresenza, due partite di calciotto per scaricare nervi, rabbie e rompersi caviglie e ginocchia, asparagi raccolti per far rimanere l'anima tormentata del Santulli vagare nel post-morte in quei boschi, ed intanto Luigi al mio fianco che legge e mucche e maiali nascosti nei libri, si fa di tutto per rimanere impegnati, in ultimo si potrà anche aspettare in stazione un treno che mai si prenderà, tutto ciò perchè il Mondo ha saturato tutto l'alfabeto metafora di promesse, impegni, sogni e sensibilità, stringendo i ranghi, ci rimane e teniamo stretto per ora il caffè, la quiete della libreria, la ztl senza auto e la possibilità di scrivere anche di ciò che è infotografabile ...

giovedì 5 aprile 2018

pensava di essere solo ma non si rendeva conto di quanta gente gli voleva bene, forse ciò era la sua fortuna o la sua eterna dannazione, giocava ad avere un più 1 tra gli amici, sempre uno in più, forse perchè avere in ogni luogo dei punti di riferimento a cui volgere lo sguardo lo distoglieva dagli stati di panico per i grandi spazi, un'opposizione al nulla che avanzava nella sua mente ... pensava nulla di più gli fosse dovuto in questa vita, che i grandi appuntamenti erano per le persone importanti, si sentiva non meritare oltre, un complesso difficile da smantellare, giocava perciò a dimostrare a se stessa più che agli altri che poteva essere comunque utile, per ricevere quella sporadica attenzione di chi più che commuoversi prendeva la palla al balzo ... pensava che poteva farcela da solo, l'orgoglio di chi sa di valere e perciò non doverlo dire a nessuno, falsa modestia? pura umiltà? niente di ciò, era nato ribelle, dava solo seguito al suo puntiglio ... pensava che sarebbe stata bella la vita se riusciva a lasciarsi andare ma quell'animosità nell'osservare e raggiungere il dettaglio, il non superficiale, andare oltre, era ciò una bella difesa, un poter capire, ma anche una tortura, bloccava l'ambizione, ci si autopuniva con la rigorosità del lavoro, la solerzia del darsi da fare, l'impegno di essere sempre lì bloccati, puntuali e composti ... penso che ora è notte fonda, per ora vado a dormire, dopo scrivo altro ...

mercoledì 4 aprile 2018

avere l'illusione di essere amici di quel volto apparso all'orizzonte e svanito alle tue spalle, e di sensazioni così se ne ripetono con la frequenza di un passo spedito o da rilassante passeggiata, le sagome si confondono, solo in ultimo nel breve lasciano trasparire un'identità spezzata, intermittente, discontinua, comunque già così è ben per loro, la mia di identità è ridotta al minimo o svanita, un fantasma? un invisibile? forse più giusto dire un osservatore, testimone dei nostri tempi, penso che solo gli ambulanti, gli elemosinanti e Luigi Posta, mio amico, hanno una visione maggiore della città, della sua vita, del suo malessere, malinconia o noia, fate voi ... eppure rimanere seduto su una panchina, scrivere, respirare, dare spazio ai propri pensieri mentre intorno a te la vita scorre, le persone transitano, il traffico mi illumina, l'imbrunire si carica di suggestione, bene, di tutto ciò, non mi posso lamentare, mi lascia alle spalle momentaneamente le mie fragilità, le mie opposizioni, in ciò c'è del fresco nella giornata che passa, replicandosi nel domani, nel portare compagnia di presenza silenziosa in tutto quello che gira vorticosamente intorno a te, chiudere gli occhi ed essere dentro ... ed ops, ecco gli otto rintocchi della reggia che mi annunciano l'ora del ritorno, della cena, della partita, il tempo è scaduto, il teatro per me si chiude di già, lo si apre domani stessa ora, stessa presenza, stesso Santulli, stessa Caserta ...

martedì 3 aprile 2018

terreni scivolosi, sconosciuti, incogniti, simili a sabbie mobili, in essi nulla è scontato, nulla è fatto senza essere ben ponderato, lasciato intentato, ma badi bene, non è controllo, nel panico, nell'ansia non c'è nulla da controllare, non c'è nulla di controllo nell'apparente casualità, ma invece è una priorità di libera scelta, la prerogativa è il principio, la base su cui poggiano i pilastri, il viaggio è una questione di tappe, e l'intenzione con cui si affrontano i primi passi danno inesorabilmente il seguito a tutto il resto, il collante di pezzi disgregati primordialmente .... io in tutto questo non posso che parafrasare l'immenso Paolo Villaggio: speriamo che me la cavo ...